Case vacanze al mare, ecco la cura per il mercato immobiliare dopo il Coronavirus

Il mercato immobiliare, in un periodo contrassegnato dall’avanzamento dell’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus, risulta essere il settore più colpito, al pari di quello della ristorazione e del turismo. Scarse sono soprattutto le prospettive sui cosiddetti affitti brevi estivi, ossia quei periodi di soggiorno (solitamente non più lunghi di due o tre settimane) durante i quali si va ad abitare in un appartamento prescelto per trascorrere il periodo di vacanza. Dalla famiglia del Nord che decide di visitare il Salento, alla giovane coppia che ama scoprire le coste o le isole del Belpaese, non mancano i casi nei quali si preferisce puntare sul soggiorno in un appartamento, rispetto a un classico albergo. I motivi di questa scelta? È presto detto: la possibilità di sfruttare un affitto estivo è davvero molto invitante, se si pensa alla grande libertà della quale si può godere nella gestione dello spazio e del tempo (utilizzo della casa non vincolato ad orari o spazi da condividere con altri ospiti, cosa che invece accade negli alberghi o campeggi, possibilità di vivere a pieno i ritmi di vita del paese che ci ospita, tutte motivazioni che spingono sempre più turisti verso questa tipologia di vacanza). La proposta immobiliare deve sempre accompagnarsi a una buona offerta turistica di base, capace di consentire a chi visita la zona in questione di trascorrere un soggiorno rilassante, divertente e mai banale. Tutto questo è attualmente minacciato dalla situazione venutasi a creare con l’emergenza Coronavirus. La conseguenza più immediata di questa situazione emergenziale, dove ancora non abbiamo ben chiare le tempistiche di risoluzione, è stata la cancellazione di quasi il 90 per cento degli affitti brevi sull’intera zona balneare italiana (senza contare che lo stesso discorso può essere fatto per le grandi città d’arte e le zone di alta rilevanza storico-culturale. Situazione assolutamente preventivabile, in quanto nessuno può pensare di progettare una vacanza senza avere le certezze che vi saranno a breve degli allentamenti sulle restrizioni domiciliari. Basandosi sullo stato attuale possiamo ritenere impossibile una ripresa del settore immobiliare balneare? In realtà le cose non stanno proprio così; per ogni crisi c’è sempre un rovescio della medaglia che va saputo cogliere e che deve consentire una veloce ripresa nel momento in cui si potrà ritenere, se non proprio risolta al 100 per cento, minimizzato il pericolo del Coronavirus. Lavorare ora più che mai sul “Made in Italy”: risulta chiaro ai più che vi sarà una forte limitazione nel poter viaggiare verso località estere, se non per particolari ed improrogabili necessità, di conseguenza l’offerta turistica balneare italiana sarà quella privilegiata dalla quasi totalità dei vacanzieri italiani. Ecco perché sarà necessario realizzare una comunicazione incentrata sul “viaggiare italiano” e sul “sostenere il turismo italiano”. Le singole realtà locali dovranno puntare sulla valorizzazione dei punti di forza della loro area ancor più di prima, spingendo molto sulle promozioni e sui pacchetti viaggio, cercando di semplificare il più possibile la procedura d’affitto. La possibilità che ci sia una schiarita in vista almeno per il prossimo periodo estivo, deve far si che si riesca a lavorare su un turismo balneare non certo a pieno regime, ma che sappia ricavarne il massimo anche da questa situazione. Conseguenza del punto precedente è porre l’accento sul “fattore eccellenza”, soprattutto per quelle località balneari premiate con la Bandiera Blu, un riconoscimento conferito dalla Fondazione per l’educazione ambientale che attesta in quella località la presenza di spiagge che si caratterizzano per qualità, sostenibilità e servizi. Considerando che il nostro Paese presenta un gran numero di spiagge con la Bandiera Blu lungo gli oltre ottomila chilometri di costa, bisogna puntare forte su un tipo di comunicazione che sappia enfatizzare ancor di più questo fattore di eccellenza. Allo stesso tempo le località che non hanno attualmente conseguito questo riconoscimento, devono lavorare per migliorare la loro offerta sotto tutti i punti di vista. Questo momento non deve rappresentare una fase di nullafacenza, soprattutto per le agenzie immobiliari che puntano a un pronto riscatto per i prossimi mesi, ma deve essere un’occasione per ripensare l’offerta sotto tutti i punti di vista. Investire sull’ottimizzazione del proprio sito web (sia dal punto di vista dei contenuti da offrire, comprensivi di foto e schede aggiornate sui vari appartamenti, sia dal punto di vista dell’ottimizzazione sui motori di ricerca, per farsi trovare facilmente ed essere pronti per la fase di ripresa), apportare migliorie interne ai singoli appartamenti (piccole opere di ristrutturazione, modifiche che consentono di rendere le case più appetibili, sono tutte cose sulle quali si può lavorare con più calma ora che abbiamo del tempo a disposizione). Un esempio concreto arriva da un’agente immobiliare toscana, Francesca Cante dell’agenzia Isola del Giglio immobiliare: “Nonostante la situazione sia precipitata nel giro di poche settimane abbiamo deciso di non piangerci addosso e di sfruttare questa fase di stallo per riorganizzare al meglio la nostra offerta turistica, lavorando sulla presenza online e sulle migliorie da apportare agli appartamenti. Fatto questo dovremo puntare con assoluta priorità sui punti di forza del luogo nel quale viviamo e lavoriamo, ossia l’Isola del Giglio. Fortunatamente la bellezza del luogo e la straordinaria qualità delle spiagge e del mare, unitamente alle opportunità che si offrono per chi cerca il contatto con la natura ed il relax, ci danno una grossa mano”. Puntare sul fattore “revenge spending”. Si tratta di un fenomeno socio-economico che stiamo riscontrando in questo periodo soprattutto nelle regioni della Cina che hanno iniziato a riprendere la loro normale vita dopo aver superato l’emergenza virus. Settimane di reclusione in ambienti spesso piccoli, senza la possibilità di poter fare acquisti e togliersi alcune soddisfazioni, hanno reso gran parte della popolazione cinese propensa ad effettuare acquisti di impulso che aiutano a liberarsi dal senso di frustrazione ed oppressione proprio di questo periodo di quarantena. Ci aspettiamo che tutto ciò sia possibile anche in Italia, ed è preventivabile che molti cittadini, una volta allentate le restrizioni, punteranno sul soddisfare il loro desiderio sopito di divertimento e svago… è proprio questo tipo di domanda che deve essere incanalato (pur nel rispetto delle norme che, almeno nei primi mesi, saranno comunque particolarmente stringenti) realizzando un’offerta che consenta, a chi ne avrà modo, di vivere un periodo di svago e relax e mettersi alle spalle questo periodo difficile.

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