Case all’asta, mattone battuto al ribasso: nel 2019 ha perso un terzo del valore

Asta e rialzo, due parole  che viene immediatamente istintivo associare. Due termini invece sempre più “dissociati” nelle aste immobiliari: se a essere “battuto” è il mattone, infatti, il rialzo appare sempre più una chimera e la parola battuto solo un sinonimo di sconfitto. Sono i numeri a dire che  nemmeno le aste sembrano in grado di far “rialzare”  il mercato immobiliare: quelli emersi dallo Scenario aste immobiliari 2019, analisi realizzata da Reviva, azienda italiana che si occupa di vivacizzazione delle aste immobiliari attraverso l’intelligenza artificiale e marketing esperienziale per abbattere i rischi e prevedere i valori degli immobili, evitando che le aste vadano deserte. Numeri che raccontano come in Italia, nel 2019, il patrimonio immobiliare all’asta si è svalutato di 3,4 miliardi di euro a fronte di un valore complessivo pari a 18 miliardi con una svalutazione media degli immobili  del 29 per cento.  E con moltissime delle  quasi 255 mila aste, per un totale di oltre 160mila immobili in vendita, andate invece deserte, nonostante l’intelligenza artificiale e il marketing esperenziale. Uno scenario desolante quello sul quale  l’analisi  ha “alzato il sipario per far emergere per la prima volta e con chiarezza informazioni sconosciute e mai studiate del settore, che negli anni ha sempre sofferto di reportistiche i dati approssimative e incomplete”, come ha voluto evidenziare Giulio Licenza  cofondatore di Reviva, “con l’ambizione di rendere Scenario aste 2019 un punto di riferimento imprescindibile per chi si appresta a studiare il mercato delle aste immobiliari.” Un’analisi  realizzata con il patrocinio dell’Osservatorio Tsei (tavola di studio delle esecuzioni immobiliari) che si basa esclusivamente sui dati del Portale delle vendite pubbliche (Pvp) dove confluisce obbligatoriamente  la pubblicità legale di tutte le aste immobiliari bandite in Italia, sia riguardanti le esecuzioni immobiliari sia le procedure concorsuali e che dunque offre  la certezza di aver raccolto tutte le aste bandite in Italia evitando, allo stesso tempo, possibili errori dovuti alla doppia analisi di portali autorizzati alla pubblicità legale: cosa che potrebbe creare aste duplicate o sovrascrizioni errate e potenzialmente contribuire a incorrere in errori nella stesura di un report di indagine. “La complessità nella realizzazione di Scenario aste immobiliari 2019 non sta tanto nella raccolta dei dati, quanto nella loro normalizzazione svolta dai nostri data scientists”, ha aggiunto Giulio Licenza. La relazione analizza l’offerta minima a cui gli immobili sono posti in asta (che è a tutti gli effetti il prezzo) anziché il prezzo base d’asta, che è ormai una mera formalità in disuso. Differenze importanti, che permettono a chi legge il report di comprendere meglio il mercato immobiliare in cui si trova un immobile in asta. Per quel che riguarda i  lotti all’asta analizzati  il 56 per cento riguardava immobili residenziali, il 34 non residenziali e il 10 terreni, mentre per quanto riguarda le  motivazioni della messa in vendita  il 76 per cento dei lotti è risultato coinvolto in procedure esecutive, il 22 per cento in procedure concorsuali (fallimenti e concordati preventivi) e il 2 per cento frutto di altre procedure di liquidazione. Le cause di questa situazione? Innanzitutto il forte  scetticismo da parte dei potenziali compratori, che faticano a considerare questo genere di acquisto come una valida alternativa offerta dal mercato immobiliare. “Seppur meno rispetto al passato, ancora oggi permane questa diffidenza nei confronti delle aste immobiliari, causata sicuramente da un sistema burocratico e poco accessibile che non invoglia potenziali acquirenti a causa delle sue procedure ostiche”, ha concluso Giulio Licenza tracciando una mappa delle aste che vede Roma con i suoi 7.327 lotti  la provincia con il maggior numero di immobili all’asta, seguita da Milano con 6.746 e infine Bergamo con 5.081 lotti mentre Oristano è la provincia con il minor numero di immobili all’asta, con solo 166 lotti. Ma il futuro del mattone all’asta potrà far registrare prima o poi un rialzo? Difficile dare una risposta. Più facile invece prevedere, come ha fatto Ivano De Natale amministratore delegato  e co-fondatore di Reviva che ” tecnologia e innovazione saranno le chiavi per potenziare il settore, con  l’emergenza Covid-19  che ci ha obbligati a un passo avanti verso la tecnologia e a trovare nuove soluzioni a vecchi problemi, facendocene apprezzare i benefici”, e come sarà “necessario compiere un passo in avanti in tal senso anche in questo mercato”. Ma il passo più importante da compiere è un altro: rendere il mercato delle aste immobiliari maggiormente “di tendenza” e attrattivo per i potenziali acquirenti, obiettivo raggiungibile solo “snellendo una burocrazia complessa che allontana chi è alla ricerca di un immobile e che rende ancora oggi il mercato delle aste un settore frequentato in prevalenza dagli addetti ai lavori.

 

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