Questa casa si compra in scatola e montarla è un “gioco” bellissimo. Parola d’architetto

Ci sono milioni di appassionati nel mondo che acquistano “in scatola” modellini di navi, di auto o di aerei, e di molto altro ancora da costruire. Ma c’è anche chi “in scatola” ha acquistato una casa, e non in modellino: vera. Per esempio Sebastiano Longaretti, che di case è un esperto visto che di professione fa l’architetto, specializzato in progettazione architettonica di spazi dedicati all’infanzia privati e pubblici. Spazi dedicati ai bambini, il cui sogno è spesso quello di costruire una mini casa (magari sull’albero), portata a casa da papà e mamma in scatola per essere montata, mentre lui, l”architetto dei bambini”, la casa se l’è costruita “grande”, pur avendola sempre acquistata in scatola… Esattamente come fosse un modellino . Un’affascinante storia che ha suscitato uno straordinario interesse, anche grazie al fatto che la casa che si “è costruito”, a Costa di Mezzate, in provincia di Bergamo, è stata inserite da Casaclima, l’Agenzia per l’Energia dell’Alto Adige, tra i progetti arrivati in finale ai suoi “awards” , risultando fra i migliori edifici capaci di risparmiare energia dopo aver sconfitto centinaia di “rivali”. Una storia che Sebastiano Longaretti  non si stanca di ripetere perché, assicura, quella casa è un grande progetto e  perché viverci è estremamente “positivo”. E perché nella “scatola con dentro la casa”  ha trovato un sacco di bellissime sorprese.

Il kit con tiene tutti i pezzi da montare. Da soli o (meglio) aiutati da esperti …

Partendo dal “telaio”, che in inglese si traduce Frame come il nome del “ kit ” che, spiega, “è stato progettato dallo studio Leap Factory di Torino: una casa letteralmente smontata e da montare  che tecnicamente, ma solo se possiede molta abilità”, come tiene a sottolineare, “ uno potrebbe automontarsi”. Cosa che lui non ha scelto di fare, preferendo “il pacchetto completo che includeva il montaggio del kit, con cui si intende la struttura della casa e tutto ciò che la rende tale: ovvero pavimenti e pareti di rivestimento esterno, con tanto di finitura in scandole di alluminio. Tutto il resto, ovvero gli impianti tecnici, le pareti interne, i sanitari, la cucina sono parte di una progettazione più mirata”. Una struttura che, ribadisce una volta di più Sebastiano Longaretti, “da soli è davvero difficilissimo montare a meno di essere un autentico “drago del fai da te”, considerando anche che serve comunque una gru per issare i portali che vengono assemblati da sdraiati e poi alzati e posizionati con un po’ di precisione su una platea opportunamente preparata prima”. Anche se, aggiunge, “in Bergamasca conosco persone che sfruttando i fine settimana e il tempo libero, si sono costruite la propria casa usando tecniche ben più complicate e complesse”. Non escludendo, quindi “che là fuori ci possa essere una persona che se la può assemblare da sola” , anche se lui, pur essendo architetto, per non sbagliare si è affidato a dei professionisti, ai quali, dopo averli visti al lavoro, ha deciso “di dare una mano collaborando fisicamente tanto era bello vedere ciò che stavano facendo”.

Impianto elettrico, idrico e di riscaldamento? Tutto è predisposto a monte…

Ma una persona che decidesse di acquistare il “kit” per la sua nuova casa, e che fosse davvero “bravissima nei lavori manuali”, potrebbe realmente fare tutto da solo anche per quanto riguarda impianto elettrico, idrico e di riscaldamento inclusi? Tutto leggendo un “manuale di istruzioni” come per un modellino di barca? “Essendo una casa progettata al computer per il taglio al Cnc di molte parti, anche quelle che ospitano l’impiantistica sono state progettate a priori, i tecnici impiantisti quindi non hanno fatto altro che seguire un progetto ben definito e preciso”. E nel kit ci sono anche gli arredi?

… così come gli arredi, quasi tutti su misura

“Idem: Leap Factory fornisce anche gli arredi che sono ovviamente tutti o quasi su misura, uno poi sceglie il livello di progettazione che lo ispira. Io, disegnando arredi per lavoro, ho preferito seguire personalmente quest’ultima parte”.  In quanto tempo viene “costruita” una casa del genere? “La struttura della mia casa (8,5 x 11 metri   su due piani) è stata assemblata in cinque giorni, il rivestimento esterno (le pareti) sono state assemblate in due settimane, poi è stata la volta dei serramenti, del rivestimento esterno, degli impianti ecc.

Il tempo per “costruirla”? possono bastare anche solo 4 mesi

Sommando tutto in 4-5 mesi, salvo imprevisti dovuti al maltempo,  la casa è su”.  Che materiali vengono impiegati oltre al legno? “La struttura lignea portante di casa mia è composta da microlamellare di faggio, per il resto sono materiali termoriflettenti, osb accoppiato a materiale isolante, barriere al vapore e scandole in alluminio. Lo stesso pacchetto che compone lo spessore (esiguo, di soli 16 centimetri) delle pareti esterne è lo stesso che compone il tetto. Facile”.

Tutto è cominciato in Internet, cercando “case belle in legno”

Facciamo un passo indietro: lei come ha scoperto questa opportunità? E qual è la ragione principale per cui ha fatto questa scelta? “Cercavo un’azienda a cui affidare il mio progetto già pronto di casa, ho incontrato Leap nel modo più banale possibile, attraverso una ricerca per immagini di “case belle in legno”. Avevo già scelto un costruttore di case piuttosto conosciuto ma quando ho visto la loro casa Frame nella ricerca per immagini ho detto “ecco, la vorrei così, peccato che case così le facciano solo in Norvegia…. E invece, approfondendo ho capito che si trattava di una casa campione esposta a Lissone che non era però più visitabile perchè era stata “smontata”, tutta e rimessa in magazzino. Come si trattasse di uno stand fieristico. Da un lato ci sono rimasto male perché avrei voluto vederla di persona, toccarla, entrarvi; dall’altro, l’idea di questa completa reversibilità non so perchè mi ha colpito molto.

Una casa ” sostenibile” come nessun’altra visto che è riciclabile al 95 per cento

Il fatto che la casa sia in qualche modo reversibile, che tra 50-80 anni l’impronta che casa mia avrà avuto su questa terra potrebbe non esserci più perché l’avrò smontata e riciclata tutta (è riciclabile al 95 per cento) è stato un fattore determinante nella scelta.. Questa reversibilità ovviamente si traduceva ai miei occhi anche come velocità di assemblaggio ed essendo Leap diventata famosa per la realizzazione di alcuni bivacchi in altissima montagna dove precisione e velocità erano fondamentali, ho detto “sono loro”. E li ho contattati sottoponendo loro il mio progetto”.

Il kit prevede un modello standard, ma ognuno può personalizzarlo

Il kit prevede un “modello standard” che poi ognuno può personalizzare. Lei , per esempio, l’ha personalizzata: con quali modifiche principali? “Esattamente, il kit di base prevede un piano terra o una casa a due piani con delle misure che mal si accompagnavano a poter sfruttare tutte le potenzialità e i limiti imposti dall’ufficio tecnico locale; quindi ho sottoposto la mia versione che prevedeva una base più larga con una scala posizionata in maniera differente, da poter sfruttare al meglio le pendenze del tetto. Sapevo che non avrei voluto alcuna predisposizione ne allacciamento al servizio di fornitura gas, per cui la casa l’avrei dovuta posizionare in un certo modo, con gli ambienti principali disposti in maniera differente rispetto alla loro casa kit. Purtroppo ho dovuto rinunciare alle grandi finestre a doppia altezza che erano previste, per ottimizzare gli spazi e l’investimento”. Lei adesso in questa casa ci vive: quali sono i principali aspetti positivi che coglie? “Mi sveglio, osservo la struttura a vista, gli elementi che la compongono, l’ho vista nascere e “so” cosa c’è dietro, mi sveglio e mi sento in una casa vacanza. Una di quelle case belle che puoi frequentare solo andando in certi posti, non so se mi spiego. La disposizione degli spazi è esattamente quella che avevo immaginato per me e per la mia famiglia, e vedere i miei figli che si appropriano dei loro spazi all’interno di questa casa, è una cosa bellissima.

E nei giorni più belli il consumo di energia diventa bassissimo

Non per ultimo l’efficienza energetica: sapere che ci sono giorni in cui la casa “consuma” dalla rete solo 1-2 kWh, mi fa star bene perché so che i restanti Kwh li sto prendendo dal sole e dalla batteria di accumulo che ho installato e in più in certe giornate fortunate (a livello di sole) so che il Gse mi staccherà un bell’assegno pagandomi l’energia che non ho consumato ma che ho immesso in rete. Questo, visti i tempi a cui stiamo andando incontro, credo sia una cosa molto positiva”.  Ci sarà pure anche un’altra faccia della medaglia, quella negativa….. O no? “Beh, come in tutte le cose, si. Alcuni aspetti del cantiere non sono andati esattamente come li avevo programmati, non bisogna mai dimenticare che di meccanico c’è solo la casa per tutto il resto hai a che fare con delle persone, con i loro difetti e i loro pregi ma soprattutto i loro imprevisti. Per cui alcuni piccoli ritardi ci sono stati in fase di montaggio (c’è stato di mezzo anche il mese di agosto e subito dopo la pandemia ecc). Ma devo ringraziare tantissimo gli installatori dell’impianto fotovoltaico per la celerità e professionalità con cui sono intervenuti su casa mia dandomi da subito la possibilità di andare incontro a questo grande vantaggio economico.

Un “difetto”? Il suono del pavimento galleggiante…

Un difetto concreto che perdura ma che sto pian piano sistemando è il pavimento:m il sistema a secco prevede un pavimento “galleggiante”, composto da quadrotte stile ufficio sopra il quale è stato posato un parquet flottante. Ecco, diciamo che non sono abituato a camminare su un pavimento col rumore “sordo” e un po’ troppo “morbido” per le mie abitudini ma, dicevo, ci stiamo lavorando”.  Anche l’occhio, dice un proverbio, vuole la sua parte: da architetto, l’aspetto estetico la soddisfa? “Si, l’aspetto estetico di questa casa so che ha generato tante perplessità nella gente del paese abituata a vedere case “classiche”, con gli sporti del tetto, con le pareti esterne realizzate in mattoni (salvo poi incappottarle con tutto quel polistirolo inutile…), con i terrazzi, ecc ma bisogna anche capire che quest’estetica segue un obiettivo: essere più compatta possibile per evitare dispersioni di calore e credo che al termine di quest’inverno (e dopo aver visto le proprie bollette…) molta gente si ricrederà su quest’estetica così forte trovandola tutto sommato “intelligente”. Almeno lo spero”. Rispetto all’edilizia tradizionale ci sono vantaggi economici? Quanto costa la casa da montare? “I vantaggi ci sono soprattutto nel tempo, una casa così può costare dai 1.200 ai 1.800 euro al metro quadrato, dipende tanto dal numero dei piani e soprattutto dall’impianto tecnologico scelto. Qualcuno dice che è tanto? Beh, quel qualcuno si vede che vive in affitto e non è mai andato a vedere i prezzi di un appartamento in centro a Bergamo. “Appartamento”… magari con 4 piani di inquilini sopra la testa…”. Le case si costruiscono ma si demoliscono anche: la casa smontabile in caso dovesse essere smontata presenta ulteriori vantaggi… “ “Come dicevo prima se dovessimo demolire casa mia e contestualmente una in edilizia tradizionale io potrei smontarla e riposizionarla tale a quale (o più grande o più piccola) in un altro sito, oppure potrei smaltirla al 95 per cento in discarica secondo una logica di separazione dei materiali e loro riutilizzo. Quella in edilizia tradizionale che fine farebbe? Senza contare il costo della demolizione e smaltimento in discarica come rifiuto speciale al 100 per cento”.  E che “durata” è prevista per un “immobile” di questo tipo? Che “vita” può avere? Molte persone potrebbero essere indotte a pensare che possa essere meno “robusta” e duratura di un edificio tradizionale (più simile a una casa di paglia che una di mattoni facendo riferimento ai tre porcellini e al lupo cattivo per intenderci…). “Innanzitutto è antisismica. Per il resto solo il tempo ci dirà quanto potrà resistere. Di certo è una casa fatta per durare”.  Facendo durare anche i risparmi energetici… “Casa mia che i responsabili del concorso realizzato dall’ente certificatore Klima Haus  hanno selezionato fra le 20 più belle da loro certificate del 2022, è in classe A4 (certificazione energetica comune), in categoria A, quasi vicina alla Gold (la più alta). Le case con un consumo di calore inferiore ai 30 KiloWattora per metro quadro l’anno sono invece classificate come CasaClima A, la cosiddetta “casa da 3 litri”, perché richiede 3 litri di gasolio o 3 m³ di gas per metro quadro l’anno”. Gestione fa rima con manutenzione: sono previsti interventi di manutenzione particolare periodicamente?. “Normale gestione di ricambio filtri della Vmc (ventilazione meccanica controllata), anche se non è obbligatoria, controllo gas presente nel sistema di interscambio della pompa di calore una volta all’anno. Stop”.

La famiglia “si allarga”? La casa fa la stessa cosa

La “ casa in scatola” prevede anche che possa essere modificata? In caso di necessità (per esempio la nascita di più figli…..) è scomponibile e ricomponibile in modo diverso, può essere allargata e allungata o alzata? “Il modello Frame prevede che, se la lunghezza del lotto lo consentisse, ci si possa allungare di quanto si vuole semplicemente “smontando” la facciata e continuando con il ritmo dei portali”.  La casa “da montare” rappresenta un’autentica rivoluzione soprattutto in un settore, quello dell’edilizia, dove poco o nulla è cambiato rispetto ai decenni scorsi se non sotto l’aspetto della sostenibilità ambientale. Le rivoluzioni però spesso sono viste come un “nemico”. Per esempio, come “vedono” le pubbliche amministrazioni – alle quali non piacciono cambiamenti e complicazioni – questi progetti? Possono sorgere difficoltà nello svolgimento delle pratiche da fare quando si apre un cantiere?  “Direi che l’unica possibile” rogna” che si può avere è quella a livello estetico. Mi spiego meglio: in certi paesi al di la di questioni legate alla conservazione del paesaggio storico naturalistico ecc, che posso anche rispettare (a volte, altre proprio mi ci scaglierei contro..) ci sono certe amministrazioni che ti impongono non so bene con quale criterio i colori della facciata della tua casa, potendo scegliere in totale autonomia e a completa discrezione di un tecnico  un colore che a lui /lei piace, così, senza doverne giustificare la scelta. Per casa mia ho letto l’imbarazzo del tecnico quando mi ha dovuto scrivere di compilare una relazione paesaggistica in cui io, in qualità di tecnico progettista, davo un valore di impatto estetico rispetto al contesto di casa mia; quasi una specie di autoconfessione, giustificazione da dover dare…Casa mia sorge assieme ad altre tre case simili, completamente isolata da un contesto già urbanizzato, vicino a un centro sportivo che ha le forme post modern di un tempio pagano,  sul retro dei nostri lotti c’è il cimitero e una serie di villette basse sovrastate da un “mulino” che tutto ha tranne che dell’aspetto bucolico del classico “mulino bianco”, di fatto è un edificio industriale con una torre per i fumi squadrata e altissima. Insomma, in un contesto così cosa voleva che scrivessi il tecnico se non che “casa mia si integra nel paesaggio senza recare danni visivi” ? E per quanto riguarda oneri urbanistici e quant’altro come funziona?

Oneri e tasse? Sono uguali, mentre questa scelta andrebbe “premiata” con sconti

“Come per una casa normale: oneri e tasse sono vincolate alla volumetria e all’interpretazione che il tecnico di passaggio dà del proprio progetto. Mi aspettavo qualcosa di premiale per chi si impegnasse a costruire in classe A4 ma l’unico “sconto” è stato non conteggiare lo spessore delle pareti in termini di metri quadrati all’impronta di casa. Meglio di niente ma esistono paesi in cui il fatto di impegnarsi, anche economicamente, a costruire case di un certo tipo viene scambiato con una serie di vantaggi a livello di oneri ecc”. Come pensa la veda invece la “gente comune”? Nel sito di LeapHome si legge che la società è felice di fornire il proprio know-how e collaborare con architetti e sviluppatori per far accelerare questa rivoluzione: secondo lei crescerà davvero questo tipo di edilizia (magari spinta dal minimo utilizzo delle risorse nel “cantiere” con un taglio dell’80 per cento di rifiuti, del 90 per cento di acqua e con un notevole risparmio nel consumo energetico durante la fase di pre-costruzione) o l’italiano medio seguirà la “tradizione”? “E’ difficile a dirsi, qui c’è in ballo la pancia della gente. Basti guardare il discorso legato al superbonus 110. Tutto sommato questo intervento è lodevole, intervenire su un’edilizia nata con bassi criteri energetici per riqualificarla in una certa direzione. Ma in quanti puntano al 110 per ottenere davvero un reale beneficio in termini di benessere (e bollette) e quanti invece stanno vedendo nel 110 una bella possibilità per avere una facciata nuova, una nuova caldaia, dei bei serramenti nuovi e magari anche delle ringhiere più belle ecc ecc? Certo, di base c’è sempre un occhio al risparmio energetico, ma in che perce tuale è rispetto al desiderio di avere una casa semplicemente “nuova” ?

Un’alternativa alla casa tradizionale da valutare prima di decidere

Io dico solo che costruire adesso, da zero, avendo la possibilità di poterlo fare su un lotto libero ecc ecc, senza prendere in considerazione anche altre alternative oltre all’edilizia tradizionale è un po’ anacronistico. Esistono anche ottime strutture in acciaio per esempio, in Italia è rarissimo ma perchè no?” E a chi volesse “toccare con mano la casa in scatola” , l’architetto bergamasco regala una sorpresa: “l’invito a venire a visitare casa mia che si può considerare una casa campione che Leap mette a disposizione per capire la qualità del manufatto”. L’ultima di una lunga lista di sorprese che si possono scoprire aprendo la “scatola” della casa del futuro… Info Sebastiano Longaretti, 349 3585493; www.sebastianolongaretti.com

Testo realizzato da Baskerville Comunicazione & Immagine srl per casavuoisapere.it

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  • Aurora ha detto:

    Posso essere sincera? Esteticamente non è bellissima, ma se sostenibilmente parlando realizza quanto dite è fantasmagorica…..

  • Valter ha detto:

    Una domanda che forse potrebbe sembrare strana (non al sottoscritto): le compagnie assicurative non creano alcuna sorta di problemi? la stessa polizza che valer per una casa tradizionale viene applicata anche a questo genere di costruzione? Grazie.

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