Il mattone made in Italy attira gli investitori stranieri, tasse e burocrazia li fanno fuggire

Prezzi degli immobili ai minimi storici, abitazioni spesso dal fascino unico, a volte in antichi borghi dove il tempo sembra essersi fermato,  qualità della vita assicurata non solo dalla bellezza di molte città, dalla loro storia, arte, cultura, ma anche dal “contorno”, rappresentato, per esempio, da una cucina invitata da tutto il mondo…. Se non fosse per l’eccessiva tassazione e una burocrazia in grado di scoraggiare anche i più temerari, probabilmente il “mattone made in Italy” rappresenterebbe una delle maggiori attrazioni in assoluto per gli investitori stranieri. Cosa del resto testimoniata dal fatto che, nonostante il peso del fisco e una burocrazia degna dei Borboni, gli stranieri continuano ad acquistare casa in Italia, come conferma un attento “osservatore” del mercato immobiliare del nostro Paese, e in particolare di Bergamo città dove ha l’attività: Stefano Volpi titolare dell’agenzia Fox, partner in Europa di diversi operatori immobiliari. Pronto a confermare che, nonostante tutto, gli stranieri hanno continuato a manifestare negli ultimi anni interesse verso possibili investimenti immobiliari in Italia.

I valori di mercato ai minimi storici sono una grande “occasione” che va fatta conoscere

“I valori del nostro mercato immobiliare hanno toccato il livello minimo storico e questo ha sicuramente aumentato la “capacità attrattiva” del nostro portafogli immobiliare da parte di cittadini esteri che vedono nell’Italia da sempre un concentrato di valori aggiunti e dunque un’opportunità  ambita a livello internazionale, soprattutto se si parla di bellezza, cultura e natura”, spiega Stefano Volpi. “Diciamo che i valori convenienti, o se si preferisce “cheap” in inglese, lingua internazionale anche per il mercato immobiliare, hanno gettato benzina sul fuoco di un desiderio mai del tutto spento. In particolare il triennio 2013-2015 ha visto la movimentazione di volumi importantissimi nell’immobiliare con cessioni di pacchetti di edifici di pregio storico e architettonico caratterizzati dalla nostra cultura costruttiva e urbanistica del passato. E oggi, dopo un periodo di assestamento prima dell’estate, registriamo nuovi segnali positivi”. Segnali che provengono da clienti stranieri che hanno puntato in particolare l’attenzione su possibili acquisti in Toscana, la Liguria e Puglia con la Lombardia al quarto posto e Bergamo in risalita nella classifica delle province più richieste. Grazie anche all’aeroporto di Orio al Serio…

L’aeroporto di Orio sta sprovincializzando Bergamo, adesso tocca anche ad altri agire

“Da sempre Bergamo ha risentito della sua provincialità e i volumi delle operazioni immobiliari con acquirenti stranieri sono spessissimo risultati bassi rispetto ad altre realtà e, soprattutto, rispetto alle sue potenzialità. Grazie allo sviluppo costante dell’aeroporto di Orio, e ai collegamenti offerti in particolare da Ryan Air, il quadro è cambiato. Basta guardare alla  massiccia presenza di turisti stranieri presenti in Città Alta. L’aeroporto di Orio al Serio porta a Bergamo ogni anno oltre 10 milioni di persone, di cui quasi il 40 per cento stranieri e rappresenta sicuramente, scusate il gioco di parole trattandosi di aerei, un volano anche per l’economia del mattone.  Credo sia anche merito dei nuovi collegamenti via cielo se negli ultimi anni ho potuto seguire le richieste di clienti francesi, portoghesi, brasiliani, inglesi, argentini, olandesi e lussemburghesi. Potenziali investitori spesso con budget alti, dai 500mila euro in su. Tutti utilizzatori principali, interessati a trasferirsi qui, mentre non ha manifestato ancora segnali degni di nota il mercato delle abitazioni acquistate come investimento, da mettere in locazione, fenomeno che invece, in altre città d’arte, ha visto un discreto volume d’affari. Certo, l’exploit dell’aeroporto potrebbe aiutare a far decollare a Bergamo e sul territorio anche questo fenomeno”.

Servono avvocati, commercialisti esperti in diritto immobiliare internazionale …

Perché questo accada occorrerebbe però far conoscere meglio l’offerta immobiliare made in Italy e made in Bergamo: quanto viene fatto per far conoscere  la propria offerta oltre frontiera?  “Veramente molto poco”, ammette Stefano Volpi. “Sul territorio non ci sono agenzie strutturate, a parte qualche gruppo internazionale. Servirebbe più gioco di squadra: fra operatori del territorio, con partner stranieri. Ma servirebbe fare più rete anche con diverse altre professionalità: penso ad avvocati e commercialisti, a notai. Bergamo avrebbe bisogno di far sedere allo stesso tavolo questi professionisti, con specializzazione ed esperienza internazionali, con operatori immobiliari a loro volta capaci di superare, con la propria attività, i confini.

… e serve la capacità di fare rete fra le varie professioni

Oggi le condizioni per fare rete esistono.  Non ci sono sufficienti professionisti con specifica esperienza e preparazione sul diritto internazionale nel ramo immobiliare? Creiamoli. Se la prospettiva è quella di poter raccogliere i frutti di un’offerta immobiliare allargata all’Europa, al mondo, credo tutti saranno d’accordo sulla volontà di seminare preparazione e professionalità….”. A proposito di rete: quella che si intreccia in Internet rappresenta una strada già esistente per far conoscere l’offerta immobiliare italiana , bergamasca… Basta volere e sapere  seguirla… “Di certo occorre ampliare la visibilità della “vetrina immobiliare” di Bergamo e provincia, analizzando gli strumenti disponibili: penso in particolare a siti web  come gateaway o  homesoverseas,  ma anche a radio e tv, senza tralasciare la casta stampata, seppure in gravi difficoltà con riviste del settore.

Per mettere in vetrina gli immobili italiani nel mondo niente è meglio di Internet

Occorre che ci facciamo vedere dagli investitori di quei Paesi che stanno guardando al nostro mercato immobiliare: americani, francesi, arabi, cinesi, inglesi, ma anche russi, tedeschi, olandesi, inglesi, portoghesi e perfino argentini e brasiliani”.  Investitori che potrebbero moltiplicarsi se non ci fossero la politica e la burocrazia a divorare inutilmente  miliardi di euro che queste due realtà, sempre più mal sopportate dagli italiani, si procurano utilizzando l’arma delle tasse…” Il peso fiscale, la burocrazia, le lungaggini nell’avere permessi per esempio, per ristrutturare, contribuiscono senz’altro a scoraggiare gli investimenti nel settore immobiliare”, conclude Stefano Volpi. “Tasse e tempi assurdi per ottenere un pezzo di carta sono il rovescio di una medaglia che potrebbe altrimenti splendere molto di più. Per quanto riguarda in particolare Bergamo, poi, metterei sul “banco degli accusati” anche una mentalità ancora troppo  provinciale da parte di alcuni fra coloro che invece che frenarla inspiegabilmente dovrebbero far accelerare l’internazionalizzazione di Bergamo”.

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