Il condominio è come un’azienda e può essere gestito solo da amministratori professionisti

Corsi di aggiornamento per amministratori condominiali. Saranno loro a fare da  spartiacque fra la vecchia e la nuova professione dell’amministratore, a stabilire che d’ora in avanti non potrà più essere un’attività “improvvisata”, ma dovrà essere affidata a un professionista, a un esperto chiamato ad assumersi precise responsabilità nella gestione del bilancio di quella che è ormai diventata l”azienda condominio”. Un professionista che per svolgere con una nuova cultura manageriale il suo incarico e per non correre rischi, anche pesantissimi, sotto il profilo economico, non potrà fare a meno di una nuova formazione. “Amministratori pronti a tornare sui banchi di scuola per adeguarsi alla nuova riforma del condominio che ha affidato a questa categoria professionale nuove importantissime responsabilità, ma soprattutto professionisti consapevoli di dover garantire agli amministrati, nell’ambito di una nuova trasparenza e correttezza totale, la maggior professionalità possibile”, come ha spiegato Stefano Cattaneo in un’intervista rilasciata a Valore Casa 2015, l’osservatorio immobiliare di Bergamo e provincia realizzato dall’Associazione Progetto Bergamo con L’Eco di Bergamo e Litostampa.

I corsi durano quattro mesi e richiedono la frequentazione di  72 ore di lezione

“Una nuova professionalità e una nuova cultura dell’amministrare un condominio che possono derivare solo dalla miglior preparazione,  come quella offerta dalla qualità dello staff di insegnanti di Gesticond guidati da un responsabile scientifico di valore assoluto: l’avvocato Fabrizio Bruno Guizzetti, che è anche responsabile della qualità della formazione dei corsi per tutto il Nord Est . Nuovi corsi di formazione strutturati, come previsto dalla legge, attraverso 72 ore di lezione distribuite nell’arco di circa quattro mesi con date e orari costruiti di volta in volta per venire incontro alle esigenze degli iscritti, persone neolaureate o neodiplomate, a conferma che quella dell’amministratore condominiale professionista potrà diventare, in futuro, un’importante opportunità, un nuovo possibile sbocco nel mercato del lavoro”.

Per neodiplomati e laureati è un’opportunità in più per costruirsi una carriera

Lavoro che non è certo mancato sui banchi di scuola  a chi si è iscritto ai corsi per approfondire tutte le materie, da quelle di natura giuridica a quelle tecniche, con particolare attenzione alla sicurezza, “e che non mancherà neppure”, ha sottolineato Stefano Cattaneo, “ai colleghi che si scriveranno in futuro ai corsi di aggiornamento periodici annuali previsti sempre dalla riforma del condominio. Un’altra importantissima svolta sulla strada della maggior professionalità, visto che gli amministratori saranno continuamente chiamati a mettersi in gioco: ogni anno, infatti, dovranno sostenere un corso obbligatorio, della durata minima di 15 ore, ma soprattutto dovranno superare l’esame finale, condizione indispensabile per poter continuare a ricoprire il ruolo di amministratore.

Amministratori per sempre addio: ogni anno occorrerà rimettersi in gioco

I bocciati, infatti, non potranno più ricoprire l’incarico di amministratore fino a quando non avranno ripetuto il corso di aggiornamento e superato il nuovo esame finale. Dunque non stiamo parlando di crediti formativi simili a quelli previsti per diversi ordini o associazioni e dove basta che un professionista frequenti per essere aggiornato: in questo caso si è voluto essere il più severi e rigorosi possibile, forse proprio a sottolineare il passaggio, epocale, da una professione “improvvisata”, svolta spesso dall’inquilino più disponibile, a un lavoro che richiede d’essere un po’ avvocati e un po’ commercialisti, ma anche un po psicologi, confessori…

I requisiti? saper essere un po’ avvocati e un po’ commercialisti, ma anche psicologi…

E, ancora, in questa fase di difficoltà economica, bravi mediatori culturali sociali, quasi e un po’ assistenti sociali, capaci di far bastare la coperta per tutti. Una figura poliedrica, con diverse competenze, ma anche con tantissime responsabilità. Basti pensare che, con questa nuova legge, nel momento in cui l’amministratore non dovesse agire dei confronti dei condomini morosi ne risponderebbe personalmente. Pagando di tasca propria. Ragione per cui la legge prevede che, su richiesta dell’assemblea, l’amministratore sia obbligato a sottoscrivere una polizza dotandosi di una copertura assicurativa professionale.

… e in tempi di crisi perfino un po’ mediatori culturali e assistenti sociali

Per far fronte a svariate possibili emergenze, come, per esempio, pagare le possibili sanzioni, da 100 euro l’una, che possono scattare ogniqualvolta l’amministratore dovesse non indicare o indicare in modo sbagliato anche un solo fornitore del condominio. Indicazioni da inserire nella recente certificazione unica, che ha imposto agli amministratori di predisporre l’elenco di tutti i fornitori e dei compensi riconosciuti. Un’altra novità all’insegna della trasparenza amministrativa, ma anche un’altro sovraccarico di lavoro che testimonia come sia davvero finita l’era dell’amministratore condominiale improvvisato per lasciare spazio al professionista capace di gestire un condominio esattamente come se fosse una piccola azienda. Facendo quadrare i bilanci, facendo rispettare le nuove norme che periodicamente vengono emanate”.

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  • Marica ha detto:

    Le nuove norme puniscono davvero in modo adeguato gli amministratori cialtroni (quelli che in passato, tanto per intenderci, hanno fatto sparire i soldi degli inquilini senza che praticamente venisse fatto loro nulla?

  • Giovanna ha detto:

    Ora mi è chiaro che l’amministratore non può più essere solo il vicino di casa più apparentemente portato e preparato (o magari solamente più disponibile ad assumersi l’incarico), ma un professionista. Quello che mi è meno chiaro è come in futuro potrò verificare se l’amministratore è un vero professionista? Sarà obbligato a rendere conto pubblicamente ai condomini amministrati dei corsi di aggiornamento professionale? Sarà obbligato, se richiesto da un amministrato, a fornire copia dei corsi seguiti? Che strumenti avranno gli inquilini per “controllarlo”?

    • Stefano Cattaneo, presidente Gesticond Bergamo ha detto:

      Gentilissima Giovanna, effettivamente le novità introdotte dalla legge 220/2012 al Codice Civile impongono agli amministratori di condominio una professionalità e dunque competenze sempre maggiori. A carico degli amministratori sono state poste incombenze ed obblighi molto stringenti che i condòmini amministrati dovrebbero assolutamente conoscere. Tra tutti cito il nuovo, lunghissimo, articolo 1129 che elenca puntigliosamente una serie di irregolarità nell’agire dell’amministratore che ne comportano la revoca in qualsiasi momento e il nuovo articolo 71 bis delle Norme di attuazione del Codice Civile che fissa i requisiti inderogabili per svolgere l’incarico di amministratore. L’aver svolto il corso annuale obbligatorio di aggiornamento formativo è uno di questi. Un amministratore serio dovrebbe quindi già in sede di convocazione dell’assemblea produrre copia del proprio attestato di partecipazione con esito positivo del corso periodico di aggiornamento; certamente lo deve esibire a richiesta anche di un solo condòmino. Le novità introdotte e i diritti attribuiti all’assemblea e ai condòmini sono oggettivamente molte e sarebbe davvero utile se le associazioni a tutela della proprietà, tipo la Confedilizia, si facessero promotori di corsi di formazione sulla nuova normativa in materia condominiale per gli stessi proprietari/condòmini. Cordiali saluti.

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