Cambiare fornitore di luce e gas: chi non ha provato a farlo non sa cosa si è perso

Prima di qualunque cambiamento poniti queste semplici domande: Perché sono qui? Vale la pena di restare? Due interrogativi, ripetuti spesso ai suoi allievi da Georges Ivanovic Gurdjieff, filosofo e scrittore fondatore dell’Istituto per lo sviluppo armonico dell’uomo, che appaiono perfetti anche come “punto di partenza” per una riflessione per chiunque stia pensando di cambiare fornitori di luce e gas. Un pensiero che, ogni giorno, attraversa la mente di migliaia di utenti, per diverse ragioni, la più comune delle quali è sicuramente l’aumento della spesa in bolletta, magari perché l’offerta attiva è scaduta e le condizioni economiche sono state modificate. Ma a far desiderare di cambiare possono essere anche le difficoltà a poter “parlare” con i fornitori in caso di problemi o dubbi; o il desiderio di avere un unico interlocutore e, dunque , un’ unica bolletta… Una decisione di cambiamento che può portare a un gestore meno caro, attivando un’offerta più vantaggiosa, ma che spesso non è facile da prendere, soprattutto per chi non è troppo documentato in materia, e per questo ha timore di poter sbagliare, magari finendo con il peggiorare invece che migliorare le cose. Persone, a volte addirittura convinte che dietro al cambio possano nascondersi delle “trappole”, che spesso non sanno neppure cosa significhi esattamente avere una fornitura attiva nel “mercato di maggior tutela” (ovvero con l’erogazione di energia elettrica e gas alle condizioni economiche e contrattuali stabilite dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, l’Aerera, con la tariffa all’utente finale che varia secondo le fluttuazioni di prezzo stabilite di volta in volta dalla stessa agenzia), scoprendolo magari solo quando una voce, al telefono, lo invita a provare a passare al “mercato libero”. Persone che a volte non hanno neppure un’idea troppo chiara di quando e come si possa cambiare gestore, o di quale differenza ci possa essere fra una voltura del contratto e un subentro. Dubbi (e differenze) chiariti dai responsabili di Power.it Luce e Gas, società che in 10 anni di attività nel mondo della consulenza energetica per aziende e privati ha sviluppato una formula ideale per soddisfare ti bisogni in materia di energia, pronti a guidare chi volesse cambiare fornitore in un breve viaggio per non trovare ostacoli e sorprese e assistendo passo passo l’utente. Iniziando da una premessa: “Il cambio fornitore di luce e gas, che può avvenire esattamente come nel caso di un fornitore di servizi di telefonia, è sempre gratuito, senza penali da versare al precedente fornitore, e può essere fatto in qualsiasi momento: per esempio perché, situazione più diffusa, una persona non è soddisfatta del prezzo pagato o del servizio fornito, o entrambe le cose, ma anche perché quando chiama per avere chiarimenti non ha risposte immediate e chiare”. Un’interruzione del rapporto con un fornitore a favore dì uno nuovo che non prevede alcun interruzione della fornitura di energia elettrica o gas, nè tantomeno la sostituzione del contatore. “Corrente e gas sono gli stessi di prima: cambia solo la società di vendita e non quella distributrice”, spiegano sempre i responsabili di Power.it Luce e Gas, “ e il cambiamento avviene attraverso una pratica molto più semplice di quanto si possa pensare e con modalità e tempistiche chiare, definite dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che valgono per tutti i gestori. Un processo semplificato il più possibile proprio per poter garantire una vera  concorrenza tra i vari gestori attivi nel mercato libero a tutto vantaggio del cliente, libero di confrontare in qualsiasi momento i prezzi e di poter scegliere il più conveniente. Prezzo che nel “classico” mercato di maggior tutela, viene stabilito dall’Autorità e cambia ogni tre mesi, mentre nel mercato libero è il fornitore a stabilire il prezzo, come previsto dalla libera concorrenza con il vantaggio di poter “congelare” le tariffe per un periodo che può variare da uno a due anni, mentre nel mercato di maggior tutela non è possibile bloccarli, Un po’ come scegliere fra un mutuo a tasso variabile e uno a tasso fisso…”. Una differenza importante, mentre nessuna diversità esiste invece con “le altre voci della bolletta, come gli oneri generali di sistema, i servizi di rete e le imposte, quote fisse uguali per tutti i fornitori”. Ma a segnare un ulteriore “punto a favore” del mercato libero è anche “la possibilità di poter disporre di proposte aggiuntive come quelle che vengono chiamate “le offerte verdi”, che garantiscono la provenienza dell’energia esclusivamente da fonti rinnovabili, o di “pacchetti” di servizi di assistenza e manutenzione, anche della caldaia”. Un cambio di gestore che può avvenire in qualsiasi momento, ma con quali tempistiche? “La legge indica chiaramente i termini per il recesso dal vecchio contratto, per il “preavviso” che, in ogni caso, parte sempre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui al vecchio gestore è stata comunicata la decisione di non proseguire nel rapporto. Quali sono i tempi per il cambio fornitore? Per il “normale cliente privato”, o se si preferisce “ domestico”, un mese, a partire dal 1° giorno del mese successivo alla comunicazione”. E a chi ha dubbi su “quando” cambiare, i consulenti di  Power.it Luce e Gas spiegano che “può essere deciso in qualsiasi momento, e non solo al momento di una voltura o di un subentro, “ovvero due procedure che servono allo stesso scopo, quello di cambiare il nome dell’intestatario dell’utenza di luce o gas., ma che si applicano in casi diversi a seconda dello stato del contatore”. Due concetti a loro volta un po’ “oscuri” chiariti sempre dai creatori della formula ideale per energia e gas: “Si procede alla voltura se il contatore (e di conseguenza il contratto di fornitura) è ancora attivo, ma si desidera cambiare l’intestatario alle bollette. Una procedura che viene utilizzata quando si attiva un contratto di affitto e ci si vuole sostituire al vecchio inquilino nei contratti, oltre che nel caso di decesso, con l’obbligo di cambiare l’intestatario del contatore e del contratto di fornitura. Il subentro è invece necessario quando il contatore non è più attivo perché il contratto di fornitura è stato chiuso, per esempio se si trasloca in un’abitazione disabitata da molto”. Due “momenti” nei quali spesso molte persone scelgono di valutare la possibilità di cambiare fornitore, anche per essere sicuri che l’offerta sia la più indicata per le proprie esigenze e non “costruita” sulle necessità del precedente cliente. “Una verifica”, concludono i responsabili di Power.it Luce e Gas, che richiede pochissimi minuti, come del resto rapido è anche il passaggio al nuovo partner, facendo quello che in gergo tecnico viene definito lo Switch . Cosa occorre fare? Presto detto : servono pochi documenti, codice fiscale; codice Pod (luce) o Pdr (gas) che identifica il contatore e che è possibile recuperare leggendo una bolletta; lettura del contatore, e compilare e firmare un modulo restituendolo insieme a una fotocopia di un documento d’identità valido”., L’ultima avvertenza riguarda le precauzioni da prendere per essere certi di non avere luce e gas nella nuova casa, calcolando bene i tempi per l’invio della richiesta di voltura o subentro. “Per effettuare una voltura luce o gas, il sito dell’Autorità precisa che il fornitore, entro due giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta completa di tutti i dati e le informazioni necessarie, deve effettuare tutte le altre comunicazioni perché l’attivazione contrattuale possa essere registrata presso il distributore. Se tutto è regolare, per la registrazione della voltura occorreranno almeno due giorni lavorativi dall’invio della pratica, quindi il tempo tecnico minimo è di quattro giorni lavorativi a partire dalla richiesta del cliente. Per quanto invece riguarda il subentro occorre   distinguere tra le tempistiche del subentro luce e del subentro gas. Per il primo saranno necessari sette giorni lavorativi, di cui due “assegnati” al fornitore per inoltrare la richiesta al distributore e cinque giorni a quest’ultimo per l’attivazione; per il subentro gas invece occorrono 12 giorni lavorativi, con  il fornitore che ha due giorni lavorativi per passare la richiesta al distributore e quest’ultimo che dispone di dieci giorni, sempre lavorativi. per inviare un tecnico e attivare il servizio. Chi effettua voltura o subentro e decide di cogliere l’occasione per valutare l’opportunità di mettere a confronto le proprie bollette e cambiare fornitore ha un servizio di consulenza gratuito, che permette di mettere a confronto le attuali tariffe. Lo stesso servizio di consulenza, gratis, che ognuno può avere in qualsiasi momento, perché scontento delle tariffe o del servizio. O semplicemente perché come diceva uno dei più grandi statisti della storia, Winston Churchill “non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”.

Testo realizzato da Baskerville Comunicazione & Immagine per casavuoisapere.it

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