Una “lettera aperta” inviata ad amministratori condominiali, imprenditori, liberi professionisti, e più in generale operatori del settore, scritta per aiutarli a capire meglio (e di conseguenza avere gli strumenti per spiegare meglio a inquilini amministrati e clienti) le ricadute che la sempre più preoccupante situazione geopolitica sta avendo – e potrà avere – sul costo della vita di ogni giorno, accendendo i riflettori su una “componente” importantissima per il bilancio di ogni famiglia di ogni azienda: la bolletta, la spesa di luce e gas. A inviarla sono stati i responsabili di Apulia Power e Unoenergy Spa, società partner nella forniture di energia elettrica e gas naturale diventate un punto di riferimento nel panorama nazionale anche grazie alle convenzioni dedicate, siglate con associazioni di categoria, garantendo ottimizzazione dei consumi, riduzione degli sprechi e risparmio energetico. Ma diventate anche partner immediatamente riconoscibili nel mare delle “offerte” per la volontà e capacità di aiutare sempre chiunque a capire il “dietro le quinte” di ogni bolletta e di tutto quanto ne determina i costi. Come nel caso, appunto della nuova lettera, che non poteva che aprirsi con un’analisi della “crisi energetica globale, iniziata il 28 febbraio 2026, con l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran che ha avuto ripercussioni sul blocco dello Stretto di Hormuz e sull’evoluzione dei prezzi con conseguenze per approvvigionamenti, scorte e raffinazione, alternando tregue diplomatiche con nuove paralisi dei traffici e il rischio di un’estensione al Mar Rosso”. Provocando quello che i rappresentati di Apulia e Unienergy hanno definito lo “ Shock iniziale che ha inizialmente spinto il Brent a 118 dollari al barile, prima che le aspettative di una crisi temporanea e il rilascio record di 400 milioni di barili da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia, l’Aie, lo riportassero sotto i 100 dollari a maggio, soglia destinata ad abbassarsi ulteriormente, fino a raggiungere quota 8o dollari , sin seguito alla tregua tra Stati Uniti e Iran di giugno ma per poi risalire verso i 100 dollari dopo il fallimento dell’accordo e la nuova chiusura dello Stretto Rischio di escalation nel Mar Rosso”. Un viaggio attraverso la corsa del prezzo del petrolio, e dunque dell’energia, da “montagne russe” che prosegue, nella lettera di Apulia e Unoenergy, con il capitolo dedicato alla “seconda fase, con le riserve globali diminuite di oltre 800 milioni di barili, gli attacchi ucraini che hanno reso inutilizzabile circa metà della capacità di raffinazione russa, e la conseguente carenza di benzina e distillati”, e con all’orizzonte “il rischio di un blocco Houthi dello Stretto di Bab al-Mandeb, attraverso cui passa il 7% dell’approvvigionamento globale di greggio, che ha fatto nuovamente superare al petrolio i 100 dollari al barile”. Una ricostruzione storica utilissima per fotografare cosa ha portato il mondo a vivere un momento difficilissimo e che ha portato i prezzi del gas europeo a salire alle stelle così come le bollette pagate dal consumatore, ultimo “anello” della catena, atteso da un futuro prossimo che potrebbe essere economicamente ancora più pesante. Anche alla luce del fatto che, si legge sempre nella lettera, “gli stoccaggi europei sono al 64% della capacità, al di sotto della media stagionale quinquennale, anche per la maggiore domanda elettrica dovuta alle elevate temperature estive, la manutenzione dei gasdotti norvegesi e i ritardi nelle consegne da parte del Quatar”. Prezzi che potrebbero dunque aumentare ancora di più? “La crisi comporta purtroppo aumenti rilevanti sulle bollette derivanti dal picco del costo del gas naturale”, conclude la lettera. “Allo stato attuale (settembre 2026) si stima un aumento della spesa annua del 12% per l’energia elettrica e del 21% per il gas. A valle degli aumenti del costo delle materie prime conseguenti all’attuale crisi energetica riteniamo che sia utile e prudente adeguare i bilanci per il prossimo anno termico”.

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