Edilizia e politica, è tutto da demolire
e ricostruire (o almeno ristrutturare)

Costruzione e demolizione: due ”capitoli” fondamentali nella storia dell’edilizia, del mattone. Due parole che hanno scritto anche la “trama” del convegno Sbornia da Superbonus andato in scena venerdì 30 gennaio nella sala Sestini del Palazzo dei contratti e delle mediazioni in via Petrarca 10 a Bergamo mostrando, tra le righe dei numerosi interventi che si sono susseguiti per oltre quattro ore senza smettere un solo istante di tener viva l’attenzione della cinquantina di persone in platea e delle oltre 700 collegate via Internet, cosa è accaduto e, soprattutto, cosa dovrebbe invece accadere nel mondo dell’edilizia. Riassumendo “lo stato dell’arte” nel mondo del mattone attraverso gli interventi di una squadra di relatori  (Cristiano Angioletti, amministratore condominiale, gli avvocati Piera Pellegrinelli,  Gaetano D’Andrea, Alessandro Zonca e Giovanni Tagliabue, Giorgio Cavagnis, presidente dell’Ordine degli architetti di Bergamo, Renato Guatterini, presidente provinciale di Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili, Giovanna Doneda, dirigente degli uffici edilizia privata del Comune di Bergamo, e Matteo Gualandris , commercialista e revisore condominiale) “selezionati” da Anaci, organizzatrice dell’evento, e uniti da un comun denominatore: la capacità di sintetizzare nel modo più chiaro la situazione e allo stesso tempo di gettare le “ fondamenta” da cui ripartire per “costruire” una cultura dell’edilizia diversa da quella attuale, capace troppo spesso di far “crollare” la credibilità di chi prende determinare decisioni. Partendo proprio dal Superbonus, manovra partita forse con le migliori intenzioni, ma arrivata al traguardo, troppo spesso, nel peggiore dei modi.

L’errore alle fondamenta? Adottare nuove norme senza chiedere consiglio a chi “sa”

E questo per colpa di una “politica”, come è emerso in particolare dagli  interventidi Cristiano Angioletti,  Giorgio Cavagnis e Renato Guatterini, che non ha saputo realizzare quello che avrebbe dovuto innanzitutto fare: far sedere i propri esponenti, troppo spesso a digiuno di ciò che accade in un cantiere, in uno studio di progettazione, in un ufficio tecnico dove vengono trattate le pratiche burocratiche, al tavolo con chi invece questi “mondi” li frequenta ogni giorno, lavorandoci. Chiedendo consigli a “chi sa” , compiendo un’operazione che appare oggi, anche alla luce dell’esperienza Superbonus, indispensabile e non più rinviabile: la demolizione di quanto di sbagliato realizzato in passato (compreso quello più recente, “scritto” dalla politica  al capitolo Superbonus

Una norma modificata 30 o 40 volte come può non generare il caos e provocare errori (da multare)?

attraverso una manovra capace di “subire oltre 30, forse addirittura 40 correzioni in tempi brevissimi”,  come hanno denunciato praticamente all’unisono i relatori al tavolo organizzato da Anaci, “creando la confusione totale”. E, allo stesso tempo, i presupposti per indurre chiunque, dai singoli cittadini proprietari di un immobili da ristrutturare fino agli stessi professionisti del settore, a sbagliare. Con lo Stato pronto ovviamente in futuro a presentare il conto sotto forma di sanzioni destinate a fare ancora una volta cassa. “Norme scritte e poi cambiate e ricambiate apposta per creare la totale confusione e costringere la gente a sbagliare e, di conseguenza, a pagare”, come ha commentato sottovoce, ma non troppo,  un proprietario di immobili seduto in platea e rimasto letteralmente “allibito” di fronte ad alcune delle situazioni vissute e raccontate dai relatori. Alcune dei quali destinati a “demolire” una volta di più la credibilità di una politica pronta a disporre norme ma senza essere neppure lontanamente capace di prevedere, organizzare e gestire controlli seri perché tutto procedesse nel rispetto delle stesse.

Chi ha controllato i general contractor improvvisati pronti a dire “è tutto gratis” quando non era vero…

Un esempio? Chi ha controllato i tanti General contractor che si sono “improvvisati” dalla sera alla mattina?, come ha affermato con tono di voce pacato che non ha però tolto minimamente la forza dalla denuncia, l’avvocato Gaetano D’Andrea, “e che non hanno fatturato oneri finanziari e margini facendo sì che i condomini non li abbiano pagati, all’insegna del facile slogan “è tutto gratis”? Peccato che  quegli oneri non potevano essere ceduti e avrebbero dovuto essere versati ai General e  l’Agenzia delle Entrate chiederà’ ai singoli proprietari le quote che sono state cedute impropriamente, con l’aggravante che a questi importi si aggiungeranno sanzioni e interessi”.

… o le imprese nate dalla sera alla mattina che si sono limitare a “incollare”i cappotti alle pareti?

“Nella corsa a realizzare lavori, partita lasciando intendere anche grazie a una comunicazione forse volutamente inadeguata che sarebbe stato rimborsato addirittura il 110 per cento e che nessuno avrebbe pagato nulla,  ci sono state imprese nate dal nulla che hanno preso chiunque a lavorare, con il risultato che ho visto “cappotti” realizzati a tempo di record con punti di fissaggio tagliati, tenuti attaccati alla parete solo dalla colla”, gli ha fatto eco Giorgio Cavagnis, “con il risultato che fra non molti gli inquilini di quei condomini ne dovranno vedere, e soprattutto rischiare di pagare, le conseguenze”.

All’Ordine degli architetti di Bergamo sono arrivate foto di “cantieri imbarazzanti”

Professionisti per modo di dire, controlli quasi inesistenti, “con la sicurezza nei cantieri al limite del sostenibile”, come ha denunciato ancora Giorgio Cavagnis che ha assicurato d’aver visto “con i propri occhi ponteggi utilizzati dopo essere stati recuperati da magazzini dove erano inutilizzati dagli anni 80 e fotografie  di cantieri imbarazzanti”. Affermazioni che in un Paese “normale” non resterebbero inascoltate (dalla politica) così come quelle utilizzate da Renato Guatterini: “molte imprese? Del tutto improvvisate, come nel caso di certi General contractor, ossia coloro incaricati di “costruire” l’intera operazione. Personaggi che in qualche caso erano degli autentici “ scappati di casa”.

Il caso Cilas, fra titoli “di dubbia provenienza” e misteri su durata e controlli “dimenticati”

Il caos totale, come ha felicemente riassunto Giovanna Doneda, che, come esempio ha citato “la notte in cui, nella corsa ad accaparrarsi il famoso 110 per cento, il Comune di Bergamo si è visto protocollare 340 interventi Cilas”, ovvero il titolo abilitativo per i lavori edilizi introdotto con il Superbonus, prendendo la “vecchia” Cila e di fatto aggiungendo solo una esse, definendo diversi titoli abilitativi “di dubbia provenienza” e chiedendosi per quale motivo “per la Cilas sia stato deciso che non dovesse servire lo stato legittimo”, ovvero la “fotografia legale” di un edificio, che ne attesta la conformità urbanistica ed edilizia rispetto ai titoli abilitativi, dai permessi alle sanatorie. Senza dimenticare un altro quesito rimasto senza risposta: ma una Cilas, quanto dura?” Una fotografia del settore edile poco confortante (come testimonia un altro commento “raccolto”in sala: “qualcuno voleva cancellare a monte i controlli pensando già alle truffe che avrebbero potuto fare tutti quanti insieme?”)  così come una buona dose di sconforto deve averlo provato chi, seduto in platea o collegato in rete, ha ascoltato l’avvocatessa Piera Pellegrinelli

I contenzioni già aperti sono numerosi e altri “mal di pancia sono in arrivo per chi ha usato il Superbonus….

sentir parlare di una “serie cospicua di contenziosi già aperti” e destinati probabilmente ad aumentare come ha aggiunto il collega Gaetano d’Andrea, e questo per colpa di “complessità normativa e continue modifiche nella norma, oltre a una stratificazione delle fonti e al coinvolgimento di molteplici soggetti giuridici,  con un “contenzioso civile pari a circa il 60 – 65 per cento dei casi, un contenzioso tributario di circa il 20, 25 per cento ma anche un “penale” di circa 10 – 15 per cento”. “Dopo una fase iniziale dominata dall’incertezza operativa, il sistema sta ora entrando in una fase più matura, nella quale iniziano ad affacciarsi le prime decisioni giurisprudenziali di merito, chiamate a definire criteri interpretativi e confini di responsabilità” , ha proseguito  Piera Pellegrinelli, “e tali pronunce rappresentano un passaggio essenziale verso la stabilizzazione del quadro applicativo. In questo contesto, assume rilievo centrale il tema della corretta attribuzione dei rischi tra i soggetti coinvolti e della qualità dell’attività professionale svolta. La gestione preventiva del rischio giuridico, più che il contenzioso ex post, appare destinata a divenire l’elemento decisivo per il futuro delle agevolazioni edilizie”.

… anche per colpa di molti verbali d’assemblea condominiali superficiali e non corretti

Già,  ex post, che tradotto dal latino significa  dopo il fatto, a posteriori: ma chi con il Superbonus ha già “avuto che fare” cosa deve attendersi? “Il contenzioso tributario è sicuramente quello che “preoccupa” di più, ha affermato Gaetano d’Andrea, aggiungendo che “una buona parte di verbali condominiali superficiali e non corretti sarebbe “ a rischio” e che “nonostante di fronte a decine di cambiamenti di norme sia naturale pensare a errori compiuti in buona fede, se l’Agenzia delle Entrate dovesse decidere di “andare a fondo “nei controlli è prevedibile un mal di pancia per molti proprietari che hanno utilizzato il Superbonus”. Già, l’Agenzia delle Entrate, la stessa protagonista di circolari che, sovrapposte ai decreti e risposte a interpellanze, come ha concluso Giorgio Cavagnis, “ hanno creato una confusione generale nel definire i requisiti tecnici ammissibili, le corrette proporzioni fra interventi trainanti e interventi trainati, limiti e massimali per singola categoria e ogni aspetto di natura tecnica”.  Creando il caos perfettamente fotografato da Giuliana Doneda, terreno fertilissimo per far fiorire gli errori e, dunque, permettere poi al Governo di sanzionare.

Decine di migliaia di imprese di costruzioni hanno zero dipendenti: non sarebbe il caso di controllarle?

Dimenticando invece di fare cose ben più importanti: come per esempio, come ha evidenziato Renato Guatterini, di  andare a verificare come mai in Italia esistano “543mila imprese di costruzioni di cui 75 mila con zero dipendenti…”. “Dimenticanze” da parte di una classe politica uscita se non demolita di certo  in gran parte da ristrutturare in materia di edilizia. Senza più commettere l’errore di sbagliare a costruire le fondamenta facendo nascere una nuova norma, come accaduto per il Superbonus, “senza un confronto con addetti ai lavori ma anche tributaristi, avvocati commercialisti….” come hanno ribadito in coro i relatori  di un convegno destinato a essere ricordato. E che ha dimostrato ancora una volta quanto sia importante che chi ignora una materia  chieda consiglio a chi invece la sa. Prontissimo  per di più a fornire il suo prezioso aiuto. A patto che qualcuno si decidesse finalmente a chiederglielo

 

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