Visure catastali, addio vani e largo ai valori calcolati in metri quadrati. Ma da quando?

Vani addio? Nelle visure catastali in futuro si parlerà solo di metri quadrati? Impossibile affermare oggi se saranno davvero le “misure” di un immobile e non il numero di ambienti a “raccontare” un domani la storia di circa 57 milioni d’immobili costruiti in tutta Italia;  possibilissimo invece è confermare che un primo passo è stato compiuto per giungere a un nuovo  “documento di riconoscimento” rilasciato dall’Agenzia delle Entrate destinato a contenere nero su bianco, oltre ai dati identificativi dell’immobile (sezione urbana, foglio, particella, subalterno, Comune) e ai dati di classamento (zona censuaria ed eventuale microzona, categoria catastale, classe, consistenza, rendita) anche il dato relativo alla superficie, con l’obiettivo (ammesso che vada avanti la riforma catastale bloccata qualche mese fa dal Governo Renzi) di mandare in soffitta definitivamente i calcoli basati sui vani. In altre parole: l’operazione superamento vani catastali è stata avviata ma occorrerà attendere probabilmente qualche anno perché i valori immobiliari per l’Agenzia delle Entrate diventino espressione dei metri quadrati. E, nell’attesa, vani catastali e superficie dovranno convivere nelle visure  catastali, con i valori che continueranno a essere espressione dei vani catastali. Già da oggi, comunque, come si legge in un comunicato diffuso dai responsabili dell’Agenzia delle Entrate “è disponibile la superficie catastale nelle visure delle unità immobiliari censite nelle categorie dei gruppi A, B e C mettendo a disposizione dei cittadini un dato finora visibile solo nelle applicazioni degli uffici”.

Nella visura ci sarà anche la superficie da utilizzare per calcolare la tassa sui rifiuti

Inoltre arriverà direttamente in visura anche la superficie ai fini Tari, per consentire ai cittadini di verificare con facilità la base imponibile utilizzata per il calcolo della tassa rifiuti”. Ciascun proprietario avrà così a portata di mano anche questa informazione, già fornita dall’Agenzia delle Entrate ai Comuni grazie ai flussi di interscambio dati già attivi, per poter verificare la base imponibile utilizzata per il calcolo del tributo sui rifiuti. In caso di incoerenza tra la planimetria e la superficie calcolata, inoltre, i contribuenti potranno inviare le proprie osservazioni, attraverso il sito dell’Agenzia, e contribuire quindi a migliorare la qualità delle banche dati condivise tra Fisco ed enti locali.

Controlli in vista per gli immobili che presentano un dato di superficie “incoerente”

La novità, che arriva al termine di un periodo di sperimentazione che ha coinvolto le province di Brindisi, Foggia e Ravenna, esclude per ora, in attesa di adeguate verifiche nell’ambito delle attività di allineamento delle banche dati, gli immobili che presentano un dato di superficie “incoerente”. Per quanto riguarda agli immobili non dotati di planimetria, che risalgono perlopiù alla prima fase di censimento del Catasto edilizio urbano e sono di conseguenza privi anche del dato relativo alla superficie, i proprietari possono presentare una dichiarazione di aggiornamento catastale, con procedura Docfa, per l’inserimento in atti della piantina catastale. Una regolarizzazione che, per l’attuale normativa, è d’obbligo se si è intenzionati a vendere.

Testo realizzato da Baskerville srl per www.casavuoisapere.it

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