Case “regalate”, ecco perché 15 proprietari su 100 scelgono la donazione immobiliare

A prima vista può sembrare assai strano, eppure le donazioni rappresentano, in Italia, un’importante percentuale degli scambi immobiliari. Si parla tanto di locazioni, compravendite e nuove forme di contratto, rent to by per esempio, eppure 15 transazioni immobiliari su 100 sono donazioni. Sono dati che emergono dagli studi statistici del Notariato per quanto riguarda le operazioni immobiliare concluse nel 2016. Normalmente la donazione avviene, per quanto riguarda il settore del mattone, su tre valori: fabbricato, nuda proprietà o usufrutto. La percentuale di donazioni sul totale delle transazioni è abbastanza costante, ma aumenta in modo radicale nel momento in cui le istituzioni fanno trapelare la possibilità che la tassazione sulla successione possa inasprirsi. Le donazioni, infatti, godono di una imposizione fiscale abbastanza vantaggiosa perché più bassa rispetto a quella delle compravendite. Per quanto riguarda i parenti più prossimi, infatti, si applicano solo le imposte di trascrizione e quelle catastali (rispettivamente il 2 e l’1 per cento del valore dell’immobile donato) oppure 400 euro in misura fissa in caso di benefici prima casa. Questa tassazione è applicata su donazione di immobili con valore inferiore al milione di euro.
Un potenziale svantaggio della donazione riguarda la rivendibilità dell’immobile. Ipoteticamente, infatti, eventuali altri eredi potrebbero rivendicare parte della proprietà immobiliare al momento della morte del donante, ma in giurisprudenza non si trovano molti casi di questo tipo. Anche perchè l’erede svantaggiato, prima di aggredire il bene, dovrebbe prima rivalersi sul donatario che ha rivenduto il bene. Occorre tuttavia sottolineare che le banche, per non correre rischi, possono anche bloccare mutui legati agli acquisti di mobili donati perché il diritto dell’erede viene prima rispetto a quello stabilito dall’ipoteca.
Tenendo sempre presente che la possibilità di agire in giudizio su un bene donato si prescrive in 20 anni in caso di donazione e in 10 per quanto riguarda la successione.

pubblicato il 22 Luglio 2017 da
in Tasse
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