Condomini con infermeria e asilo? In Nord Europa è realtà, perché da noi è un sogno?

Condomini non più con la portineria ma con un’infermeria e con un “professionista” del primo soccorso al posto del portinaio, disponibile a intervenire in caso di un malore di un inquilino anziano (oltre che ad andare in farmacia a prendere  i medicinali o a fare la spesa quotidiana). E poi condomini con ampie aree comuni destinate a ospitare asili, piccole mense, sale giochi e lavanderie e stirerie comuni… In altre parole non più condomini dormitorio ma edifici capaci di trasformarsi in piccole comunità con servizi mirati a seconda di come sono abitati. Con infermeria e magari una mini palestra per la riabilitazione dove l’età media dei residenti sia particolarmente elevata; con strutture pensate ai bambini nel caso il “target” sia soprattutto di famiglie con figli piccoli e con  genitori- lavoratori, spesso costretti a fare i salti mortali per portarli all’asilo e andare a riprenderli, o in difficoltà ad affidarli a qualcuno, soprattutto in mancanza di nonni, finita la scuola. A lanciare la proposta di rivoluzionare il concetto di condominio è stato Agostino Manzoni, presidente per Bergamo e provincia di Anaci, la principale associazione di amministratori condominiali, che dalle pagine di Valore Casa,  osservatorio immobiliare di Bergamo e provincia, vero e proprio manuale della casa che accanto a tutti i valori immobiliari di case, uffici, negozi, capannoni e box, nuovi o da ristrutturare, offre una serie di consigli per gestire al meglio tutto quanto ruota attorno al mattone, ha sottolineato la necessità di far decollare anche in Italia un “progetto già avviato da tempo nei Paesi nordici: il cohousing, ovvero un modo diverso di  far coabitare la gente,  di gestire le abitazioni private e nuovi importanti servizi comuni pensati per loro.

La soluzione per non dover parcheggiare molti nonni in un ospizio…

Una via, percorsa con successo nel Nord Europa, che potrebbe evitare da un lato di “parcheggiare” moltissime persone anziane in un ospizio (con risvolti negativi non solo sotto l’aspetto della qualità della vita di migliaia di “nonni” ma anche economico visto che, altrove, l’esperimento è riuscito pienamente anche sotto l”aspetto economico tagliando i costi per le amministrazioni pubbliche)  e dall’altro potrebbe rasserenare non poco la vita di moltissime mamme e papà che, con un servizio di asilo e baby sitteraggio dentro casa da condividere, soprattutto nei costi, con molti altri condomini, potrebbero evitare  corse in auto da casa o dall’ufficio verso l’asilo.  Stresanti non solo per i genitori, ma anche per i figli. Un progetto realizzabile? Assolutamente sì secondo Agostino Manzoni, che ha invitato chi oggi si appresta a costruire o a ristrutturare un condominio a pensare a queste possibili soluzioni, prevedendo (o riadattando) gli spazi comuni in modo da ospitare i nuovi servizi. Servizi destinati, oltretutto, a creare nuove opportunità di lavoro visto che se se è vero che la professione del semplice portinaio appare ormai destinata a scomparire, sono invece sempre più numerose le società che si occupano di selezionare e proporre il mercato personale professionalmente qualificato per l’assistenza ad anziani e bambini.

Testo realizzato da Baskerville srl per www.casavuoisapere.it

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  • Giancarlo ha detto:

    Questi sono i temi da affrontare, questo significa guardare non solo a cosa accadrà domani ma avere una visione globale. La domanda è: i “palazzinari” italiani, abituati a ragionare in quintali di cemento, metri cubi ed euro (e basta) sono in grado di capire?

  • Milena ha detto:

    Siamo un Paese troppo arretrato culturalmente per comprendere cose simili. Forse ci arriveremo fra 50 anni…. Comunque è apprezzabile che qualcuno ci provi a dirlo….

  • Fabiola ha detto:

    Straordinario esempio di come l’Italia a parole sia fantastica e a fatti una schifezza. Le cose che afferma questo signore avrebbero dovuto farle proprie da decenni i costruttori edili, le associazioni di categoria che avrebbero dovuto “guardare oltre” pensare a una popolazione che invecchiava… Invece i palazzinari hanno pensato solo ed esclusivamente a guadagnare il massimo al metro quadrato, e le associazioni a intascare le quote d’iscrizione per pagare gli stipendi a presidenti, direttori, impiegati… L’Italia paga l’incapacità e l’inadeguatezza di chi “fa” non accorgendosi che il mondo è cambiato….

  • Letizia ha detto:

    E incredibile che a parlare di queste cose non siano i costruttori, le associazioni dei costruttori, le istituzioni, insomma coloro che dovrebbero costruire qualcosa di nuovo nella cultura edile…

  • Gabriella ha detto:

    Condomini con asilo nido o infermeria per anziani? Straordinaria proposta: mamme e papà non più costretti a trasportare i bimbi per chilometri, con levatacce, musi lunghi, bimbi e geniutori isterici, code per strada, inquinamento….. Anziani messi in condizioni di continuare a vivere a casa propria…. peccato che con la cultura italiana, a cominciare da quella dei politici per arrivare ai costruttori, sia destinata a restare un’utopia. Ogni tanto penso che siamo davvero un Paese di imbecilli…. Comunque almeno qualcuno prova a far riflettere…. La speranza è l’ultima a morire….

  • Loredana ha detto:

    L’assurdo è che a parlare di “crescita culturale e sociale” di una città, di un Paese siano degli amministratori condominiale, nel silenzio raggelante degli ordini professionali, primi fra tutti gli architetti, delle associazioni di categoria dei costruttori come l’Ance, di realtà come Confedilizia e simili… Segnale chiarissimo che ognuno va per la sua strada, perseguendo i propri interessi, che nessuno ha mai neanche avuto lontanamente in testa una visione d’insieme, strategia comune, un piano capace di coinvolgere tutti e migliorare la vita di tutti… Siamo un Paese con troppa gente, spesso seduta su poltrone importanti, con pensieri piccoli così…..

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